I QUATTRO QUARTI DELL’AQUILA

Storia, identità e simboli di una città nata dai castelli

LE ORIGINI: UNA CITTÀ FONDATA DAI CASTELLI DEL CONTADO

L’Aquila nasce nel XIII secolo da un evento unico nel panorama delle fondazioni medievali italiane: l’unione di numerosi castelli del contado, le cui comunità decisero di confluire in un nuovo centro urbano. Questo legame originario tra città e territorio è la chiave per comprendere la nascita dei Quarti, che non furono semplici circoscrizioni amministrative, ma la traduzione urbanistica di un’identità collettiva radicata nei borghi di provenienza.

LA NASCITA DEI QUARTI: 1276

La creazione dei quartieri all’Aquila viene fatta risalire a Lucchesino da Firenze, più volte Regio Capitano del popolo aquilano, che nel 1276 la dispose secondo quanto in uso nella sua Toscana. La ripartizione non riguardò soltanto lo spazio intra moenia: Lucchesino divise in quattro parti castelli, possedimenti e ville del contado, non solo dell’area cittadina.


Si trattava di un modello mutuato dall’esperienza dei comuni toscani, dove la suddivisione in quartieri serviva a razionalizzare la gestione amministrativa, fiscale e militare della popolazione. All’Aquila, però, questa divisione assunse un significato del tutto particolare, perché ricalcava la geografia dei castelli fondatori e ne perpetuava l’identità all’interno delle nuove mura.

I NOMI UFFICIALI DEI QUARTI:
UNA CONTINUITÀ MAI INTERROTTA

A partire dal periodo della fondazione e arrivando fino ad oggi, i nomi dei Quarti della Città dell’Aquila non hanno mai ricevuto alcuna modifica a livello istituzionale. Tali nomi vengono definiti negli Statuti civici del 1316 e si ritrovano regolarmente fino all’Età Contemporanea: San Giorgio, Santa Maria, San Pietro e San Giovanni, i nomi dei santi ai quali erano intitolate le chiese aquilane dei castelli che maggiormente contribuirono all’edificazione e alla popolazione del proprio Quarto. In particolare, San Giorgio era la chiesa richiesta dal fondatore Corrado IV per dare alla Città un esimio protettore.

 

La continuità di questa denominazione attraversa i secoli ed è testimoniata da fonti autorevoli. A fine XVI secolo l’architetto aquilano Girolamo Pico Fonticulano, nell’elenco delle cose notabili a corredo della sua pianta della Città, distingue chiaramente i nomi dei Quarti da quelli delle rispettive chiese capoquarto. Circa due secoli dopo, nel Settecento, l’insigne storico aquilano Anton Ludovico Antinori, nelle centinaia di pagine della sua monumentale opera, non utilizza mai i nomi popolari e colloquiali dei Quarti, bensì sempre quelli ufficiali. Anche nel “Liber Reformationum” troviamo le sedute della camera dell’Aquila in cui gli amministratori rappresentavano i quartieri di Santa Maria, San Giorgio, San Pietro e San Giovanni.

LE BANDIERE E I SIMBOLI

Nel corso della storia civica aquilana, le milizie dei Quarti uscivano in campo con le rispettive e distinte bandiere:

 

• SAN PIETRO E SAN GIOVANNI: le due bandiere che erano nel Magistrato

 

• SANTA MARIA: un’insegna con la testa moresca in campo bianco

 

• SAN GIORGIO: la croce rossa su campo bianco, insegna distintiva nell’iconografia del santo cavaliere.


Si tratta di simboli che si impiegano tuttora per identificare e rappresentare i Quarti in campo civico. Nel campo religioso, invece, compaiono esplicitamente i rispettivi santi nei gonfaloni dei Quarti: San Giorgio a cavallo, Santa Maria , San Pietro l’Apostolo e San Giovanni Battista.

QUARTI AMITERNINI E QUARTI FORCONESI

La divisione in quattro parti rifletteva anche una più antica dualità territoriale: quella tra l’area di Amiternum, a nord-ovest e quella di Forcona, a sud-est, le due realtà sabina e vestina, dalle quali era nata gran parte della popolazione aquilana. I Quarti di San Pietro e San Giovanni vengono detti perciò “amiternini”, mentre quelli di Santa Maria e San Giorgio sono “forconesi”.
Una divisione che non era soltanto geografica, ma anche culturale e linguistica e che rendeva l’Aquila una città composita fin dalle sue origini.

IL RUOLO DEI QUARTI NELLA VITA CITTADINA

Fin dalle origini, il Quarto è stato un’unità amministrativa fondamentale nell’organizzazione e nella gestione civica e militare. La vita cittadina aquilana, infatti, era militarmente ed amministrativamente regolata per Quarti. Ogni Quarto contribuiva con i propri uomini alla difesa della città, eleggeva i propri rappresentanti, gestiva tributi e attività economiche e partecipava alle grandi cerimonie pubbliche con i propri vessilli.

DALL’OTTOCENTO AD OGGI: LA NASCITA DEI NOMI POPOLARI

La commistione odierna tra nomi ufficiali e nomi colloquiali inizia a verificarsi nel corso dell’Ottocento. Nel 1842 vi erano a L’Aquila ben 14 chiese collegiate che le autorità ridussero a 4, tenendo come tali soltanto le chiese capoquarto. Con l’Unità d’Italia si andò progressivamente perdendo la memoria storica della città: emblematico il caso del 1860, quando gli amministratori locali chiesero a re Vittorio Emanuele II — di passaggio a Popoli per recarsi incontro a Garibaldi — di poter demolire il Castello cinquecentesco, considerato simbolo della dominazione spagnola e di un passato che andava rimosso, nonostante la fortezza non rappresentasse più alcuna oppressione.


Alla fine del XIX secolo Teodoro Bonanni, nella sua guida alla Città, raggruppa i monumenti per Quarto d’appartenenza utilizzando sia il nome storico ufficiale sia quello popolare. Accadde così che, gradualmente, i nuovi Aquilani iniziarono a chiamare i quartieri con il nome delle chiese di riferimento: Santa Maria di Paganica, Santa Giusta, San Marciano e San Pietro di Coppito, anche perché lo sviluppo della Città portò alla nascita di nuove aree abitate e di nuovi quartieri.


A partire da quell’epoca resta soltanto materia di pochi sapere che il nome storico dei Quarti non è mai cambiato a livello istituzionale, semplicemente perché non se ne è fatto più uso.

I QUARTI OGGI: IDENTITÀ E MEMORIA

Pur avendo perso da tempo ogni funzione amministrativa, i Quattro Quarti continuano a rappresentare un patrimonio identitario fondamentale. I loro stemmi compongono il gonfalone civico, le associazioni di rievocazione storica ne tengono viva la memoria attraverso cortei e manifestazioni e la loro storia rimane uno dei tratti più caratteristici e originali dell’identità aquilana.


I Quattro Quarti raccontano una città nata dall’unione di tante comunità diverse e che, in ogni momento difficile della sua storia, ha saputo ritrovare nella memoria delle proprie origini la forza per ricostruirsi.

CASTELLI DEI QUARTI

ARAGNO
ASSERGI
BARISCIANELLO
BARISCIANO
BOMINACO
CAMARDA
CAPORCIANO
CIVITARETENGA
COLLEBRINCIONI
COLLEPIETRO
FILETTO

FORFONA
GENCA
GIGNANO
GUASTO
NAVELLI
PAGANICA
PESCOMAGGIORE
PICENZE
POGGIO PICENZE
PRATA
SAN BENEDETTO IN PERILLIS

SAN DEMETRIO
SAN NICANDRO
SAN PIETRO
SAN PIO DELLE CAMERE
SINIZZO (LEPORANICA)
TEMPERA
TORRE DE MAIARDONE
TUSSIO
VILLA SAN BASILIO

BAGNO
BARILE
BAZZANO
BEFFI
CAMPANA
CIVITA DI BAGNO
FAGNANO

FONTECCHIO
FOSSA
GORIANO VALLE
OCRE
ROCCA DI CAMBIO
ROCCA DI MEZZO
ROCCA PRETURO

SANTA MARIA DEL PONTE
SANT’EUSANIO
STIFFE
TERRANERA
TIONE
TORRE
VILLA SANT’ANGELO

ARISCHIA
BARETE
CAGNANO
CASCINA
CESE
CESURA

CHIARINO
COPPITO
FORCELLA
PEDICINO
PILE
PIZZOLI

PORCINARO
PRETURO
ROCCA DELLE VENE
SAN VITTORINO
SANT’ANZA (FONTE CASCIO)
VIO

ACQUILI
CIVITATOMASSA
COLLIMENTO
CORNO
LUCOLI
POGGIO SANTA MARIA

RASCINO
ROCCA DI CORNO
ROCCA SAN VITO
ROCCA SANTO STEFANO
ROIO (IPOT.ROIO PIANO)
SAN SILVESTRO (ROCCA)

SASSA
SCOPPITO
TORNIMPARTE
VIGLIANO